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I GATAURBI

OPERA SERIA IN TRE PARTI DI

CARLO PEPOLI

MUSICA DI

YINCENZO BELLINI

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265.Regent Street.W.

Proprieta letteraria. Legge 25 Giugno 1865

PERSONAGGI

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Lord GUALTIERO VALTON, Generate Go-

vernatore, Puritano Basso

Sir GIORGIO, Colonnello in ritiro, suo fra-

tello, Puritano Basso

Lord ARTDRO TALBO , Cavaliere e Par-

tigiano degli Stuardi Tenore

Sir RICCARDO FORTH, Colonnello Puritano Baritono Sir BRUNO ROBERTON, Ufficiale Puritano. Tenore ENRICHETTA di Prancia, vedova di Carlo I,

sotto il nome di Dama di Ville Forte. Soprano ELVIRA, flglia di Lord Valton .... Soprano

CORI e COMPARSE

Soldati di Cromvello - Araldi.

Armigeri di Lord Arturo e di Valton - Puritani.

Castellani e Castellane - Damigelle - Paggi - Servi.

La prima e seconda parte e in una Fortezza in vicinanza di Pfilmouih : la terza in una campagna presso la Fortczza.

I versi virgolati si ommettono per brevita.

PARTE PRIMA

S GEN A PRIMA.

Spazioso terrapieno nulla Fortezza.

Si vedono alcune cinte, torri, ed altre specie di fortificazioni , con ponti levatoi, ecc. Da lontano si scorgono montagne , che fanno bellissima veduta; mentre il Sole che nasce va gradatamente illuminandole , siccome poi rischiara tutta la scena. Sopra de1 baluardi si veggono scambiare le Sentinelle.

Sentinel le fuori e dentro la fortezza , indi Bruno e Coro di Soldati che escono con attrezzi militari e puliscono le armi.

Sentinella I. Air erta !

II. All' erta!

Tutte 1/ alba appari. [il taniburo e le trombe suo-

I. La tromba... nano la sveglia)

II. Rimbomba Tutte Nunzia del di.

Coro Quando la tromba squilla

Eatto il guerrier si desta : L' arme tremende appresta, Alia vittoria va! Pari del ferro al lampo, Se T ira in cor sfa villa, Degli Stuardi il campo In cenere anderk. (odesi un preladio di armonia religiosa enfro la fortezza) Bru. 0 di Cromvel guerrieri,

Pieghiam la mente e il cor Ai mattutini cantici

Sacri al divin Fattor. (i Sol. s'inginocchiano) Coro di Puritani (dentro la fortezza. La campana suona la La luna, il sol, le stelle, preghiera)

Le tenebre e il fulgor , Dan gloria al Creator In lor favelle. La terra e i firmamenti Esaltano il Signor. 1 Puritani 12-81 1

A lui dian laudi e onor Tutte le genti!

Soldati I. Udisti!

II. Udii. -

Tutti Fini!

Bru, Al Re che fece il d\

L' inno de' puri cor Sali su i venti!

I. II.

Tutti Bru.

Coro

SGENA II. Coro di Castellani e Castellane che recano fiori.

A festa.

A festa.

A festa. (ai Soldati)

Almo gioir S' appresta:

Cantate un casto amor. (fa cenno di ade- sione e i Soldati si mischiano coi Castellani) Garzon, che mira Elvira,

La bella verginella,

LVappella - la sua stella,

Eegina dell' amor. « E il riso e il caro viso

Beltk del Paradiso,

E rosa sullo stel,

B un angelo del ciel! Sincero un cavaliero,

In pianto a lei d' accanto ,

Ha il vanto altero e santo

D' innamorar quel cuor. Elvira allor sospira ,

Gli chiecle eterna fede,

Ed oggi dh, mercede

A un si fidato ardor.

I. A festa.

II. A festa. Tutti A festa.

Almo gioir s' appresta. A tutti ride il cor,

Se a nozze invita amor, (tutti partono : il solo Bru., vedendo Bic. che, esce afflitto, si ferma in disparte)

SGENA III.

Riccardo e Bruno.

Ric. Or dove fuggo io mai?... Dove mai celo Gli orrendi affanni miei? Come quei canti Eispondono al mio cor funerei pianti! 0 Elvira, o Eivira, o mio sospir soave f Per sempre io ti perdei!... Senza speme ed amor... In questa vita Or che rimane a me? Bru. La gloria e il cielo.

Ric. Qual voce?... che dicesti?... E vero, e vero! BRU.Apri il tuo core intero

A1P amistk, n' avrai conforto... Ric. E vano.

»Ma pur t' appaghero. Sai che d' Elvira »I1 genitor m' acconsentia la mano, >Quando al campo volai. »Ieri, alia tarda sera , »Qui giunto con mia schiera, »Pien d'amorosa idea >Vo al padre... Bru. »Ed ei dicea?

Ric. » Sospir a Elvira a Talbo Cavalier o ^

v »E sovra il cor non va pater no impero. Bru. »Ti calma, amico...

Ric. »I1 duol che al cor mi piomba

>Sol calma avr& nel sonno della tomba. Ah ! per sempre io ti perdei , Fior d' amore, o mia speranza; Ah ! la vita che m' avanza Sari vita di dolor... Sar& esempio di terror!... Quando errai per anni ed anni Al poter della ventura, Io sfidai sciagura e affanni Nclla speme del tuo amor. Ah! qual sogno ingannator! (breve marcia,

i Soldati trapassano la scena per andare alia rassegna) Bru. T* appellan le schiere

A lor condottier. Ric. Di gloria il sentiere

M' e chiuso al pensier.

8 Bru. Al grido <F onore

Non arde il tuo cor?... Kic. Io ardo, e il mio ardore

E amore , e furor. Bru. Deh, poni in oblio

1/ etk che fioriva

Ne' sogni d' amor. BiC. Mi e in rnente ognor vivaf

M' accresce il desio,

M1 addoppia il dolor. Bel sogno beato ,

D' amore e contento ,

0 cangia il mio fato

0 cangia il mio cor. Oh ! come e tormento

Nel di del dolore

La dolce memoria

D' un tenero amor. (partono)

SGENA IV. Stanze di Elvira.

Le finestre gotiche sono aperte. Si vedono le fortificazioni , ecc.

Elvira e Sir Giorgio.

Ely. 0 amato zio, o mio secondo padre ! Gio. Perche mesta cosi?... m1 abbraccia, Elvira. Ely. Deli! Chiamami tua fcgiia! Gio. 0 figlia, o nome

Che la vecchiezza mia consola ed alletta Pel dolce tempo che ti veglio accanto, E pel soave pianto

Che in questo giorno d1 allegrezza pieno Piove dal ciglio ad innondarmi il seno... 0 figlia mia diletta, Oggi sposa sarai! Ely. Sposa?... no: mail

Sai com' arde in petto mio Bella fiamma onnipossente ; Sai ch' e puro il mio desio, Che innocente e questo cor. Se tremante... alFara innante Strascinata - un di sar6... Porsennata - in quell' istante Di dolore io morir6 !

Scaccia omai pensier si nero.

Morir si... sposa, no mai!

Che dirai se il cavaliero

Qui vedrai, se tuo sark!

Ciel, ripeti, chi verrk?

Egli stesso...

Egli... Chi?...

Arturo !

E fia vero!

Oh figlia... il giuro!

Desso! Arturo? oh gioia! Arturo!

n at x Oh Arturo!... ,. .

a 2 Non h sogno... Qh Elvira! oh! amor!

(Elvira si abbandona fra le braccia dello zio) Gio. Piangi, o figlia, nel mio seno:

Piangi, ah! piangi di contento. Ti cancelli ogni tormento Questa lagrima d' amor. E tu mira, o Dio pietoso, L' innocenza in uman velo: Benedici tu dal cielo Questo giglio di candor. Elv. Quest' alma, al duolo avvezza,

Si vinta e dal gioir, Che ormai non puo capir Si gran dolcezza. Chi mosse a' miei desir' II genitor? Gio. Ascolta.

Sorgea la notte folta, Tacea la terra e il cielf Parea natura avvolta D' un fosco e mesto vel. L' ora propizia ai miseri, II tuo pregar, tue lagrime, M' avvalorar si V anima Ch1 io corsi al genitor. Ely. Oh ! mio consolator !

Gio. Incominciai. Germano,

Ne piu potei parlar; , Allor bagnai sua mano

D' un muto lagrimar. Poi ripigliai tra i gemiti :

10

V angelica tua Elvira

Al prode Artur sospira;

Se ad altre nozze andra...

La miser a morra! Ely. Oh spirto di pieta

Sceso dal ciel per me! E il padre ? Gio. Ognor tacea...

Elv. Poscia?

Gio. Sclamo : Biccardo

Chiese, e ottenea mia fe...

Ei la mia figlia avral Elv. Ciel! solo a udirti io palpito!

E tu!... Gio. La figlia misera^

Io ripetea, morra.

Ah viva ! ei mi dice ,

E stringemi al sen.

Si a Elvira felice,

Sia lieta d1 amor, (menlre Elv. nuovamente corre fra le braccia dello zio1 e vuol parlare, odesi fuori della fortezza un suono di corni da caccia) Ely. Odi... Oh ciel! qual suon si desta?

Gio. Ascoltiam, ti rassicura,

Elv. Viene il suon dalla foresta.

Gio. E il segnal di gente d' arme,

Che dal vallo nelle mura

Chiede forse penetrar. Armigeri Viene il prode e nobil conte (fuori dalla fortezza)

Artur Talbo cavalier! Gio. Non te '1 dissi?

Elv. (abbracciando Giorgio) Oh! padre mio! Gio. Pago alfine e il mio desio!

Akmigeri Lord Arturo varchi il ponte. (dentro la fortezza)

Fate campo al pro' guerrier.

Gio. A quel suono, al nome amato,

Al tuo core or presta fede! Questo giorno avventurato D' ogni gioia e bel forier!...

Ely. A quel nome, al mio contento,

Al mio core io credo appena.

11

Tanta gioia, oh Dio, pavento, Non ho lena a sostener! (partono)

(dentro le scene, dal lato ove si crede che Arturo faccia il suo ingresso nella fortezza, odesi il seguente) Coro d'Armigeri , Araldi e Castellane Ad Artur, de' cavalier'

Bel campione in giostra e amor,

Le donzelle ed i guerrier'

Fanno festa e fanno onor. (partono)

SCENA V.

Sala cVarme*

II fondo della scena e aperto. Fra le colonne si veggono sempre alcune traccie di fortificazioni, ecc.

Dal lato destro esce Lord Arturo con alcwii Scudieri e Paggi, i quali recano vari doni nuziali, e fra questi si vedra an ma- gnifico veto bianco. Dal lato sinistra escono Elvira, Valton, Sir Giorgio, Damigelle con Castellani e Castellane, che portano festoni di fiori, e li intrecciano alle colonne. Dal fondo della scena escono i Soldati guidati da Bruno , che fanno corteggio e danno compimento al decor o della festa. Coro generate Uomini Ad Arturo...

Donne A Elvira...

Tutti Onor.

Coroniam belt& e valor ! Damigelle Ella e fior di verginelle,

Bella al par di primavera ; Come T astro della sera Spira air alma pace e amor ! Scudieri Bello egli e tra cavalieri ,

Com' e il cedro alia foresta : In battaglia egli e tempesta, E campione in giostra e amor. Art. A te, o cara, amor talora

Mi guido furtivo e in pianto, Or mi guida a te d' accanto Tra le feste e Tesultar. Al brillar di si bell* ora, Se rammento il duol passato, Vo in ebbrezza... e son beato! M' e celeste il giubilar !

12

»I1 mio fremito, il mio sguardo,

»Questo palpito frequente, »Ti diran la fiamma ond' ardo, »Come amor m' innebria il cor. »Sempre assorto in tuo sembiante, »Mio bell' angelo d' amore, »Vivr6 ognor felice e amante, »Sul tuo seno io spirero.

Coro generate

Tregua ai sospiri, A chi e fedele

Pace al dolore, Dopo il tormento,

Imene e Amore Ogni contento

VI arrideri. Divin si fa.

Coro Senz' occaso quest' aurora

Mai null' ombra o duol vi dia, Santa in voi la fiamma sia, Pace ognor v' allieti il cor. Elv. Oh mio Arturo!

Art. Oh Elvira mia!

Elv. Or son tua!

Art. Si , mia tu sei!

a 5 Cielo, arridi a' voti miei.

Coro Benedici e fede e amor.

SCENA VI Detti, poi Enrichetta.

Val. (parla sommessamcnte a Bruno, die s'inchina e parte)

Tu m' intendesti. - Fia mortal delitto

A chi s' attenta uscir da queste mura

Se non abbia il mio assenso. - Oh cari figli,

Si compia senza me l'augusto rito.

Merce di questo scritto

Voi sino al tempio aperto passo avrete.

(ad Arturo, cui da un foglio)

Tu gli accompagnerai. (a Gio.) Oh, nobil dama,

(ad Enrichetta, che giunge guidata da Bruno)

1/ alto Anglican sovrano Parlamento

Ti chiama al suo cospetto: io ti son scorta. Enr. (Ahime, che sento !) E che da me si chiede ? Val. A me s1 addice (accostandosi e guardando i doni nuziali)

Obbedire e tacer. Altro non lice.

13

Art.E dei Stuardi arnica. t (a Gio. hi disparter)

Gio. 6 prigioniera

Da molte lime, e fu da ognun creduta Arnica de' Stuardi e messaggera

In mentito abito e nome. ( Veil, gli fa cenno colla mano

ART.Oh Dio ! Che ascolto! .e gliparla all'orecchio)

tl deciso il suo fato: essa e perduta.

Oh sventurata! (da se, ma guardando pietosamente Enr.)

Enr. Qual pieta in quel volto! (accorgendosi

della guardata di Arturo) Val. Oh figli ! al tempio, alle pompose feste Accorra ognun. La nuziale veste Va, o diletta, a indossar. Ite voi seco:

(ad Elv., poi alle Damigelle) Fuori del vallo i miei destrier' sien presti, (aBru.)

Che in breve io qui sar6. La nostra andata (a Enr.)

Ci e forza d' affrettar. - Com' io, vi unisca E a voi sorrida il cielo, o coppia amata. ( Val* unisce nnovamente le destre d'Elv. e d'Art. e li benedice e parte colle guardie. Gio. ed Elv. partono colle Damigelle. Art. fa sembiante di partire, ma gaarda attentamente alVin- torno, quasi per assicurarsi che tutti sono andati)

SCENA VII. Enrichetta ed Artiiro.

Enr. (Piet& e dolore

Stan in fronte, e fanno sicurtk del core). (guardando

Cavalier! attentamente Art.)

Art. S' or ti e d' uopo di consiglio,

Di soccorso e d'aita, in me t' affida ! ENR.Se mi stesse sul capo alto periglio? (con mister oefiducia) ART.Deh! parla... oh Dio!... che temi? ENR.Breve ora, e saro spenta!... ah, tu ne fremi!.., Art.Si, fremo... io fremo

Per te, per me, pel padre mio che spento

Cadea fido ai Stuardi. E tu chi sei ?

Oh!... chi tu sii, ti vo' salvar. Enr. E tardi!

Figlia a Enrico, a Carlo sposa, Pari ad essi avr6 la sorte... Art. Oh!... Kegina!... (s'inginoccfiia)

Enk. Attendo morte!

14 Art. ^^. * Tacr, ah! taci, per pietk ! (ahandosi)

Fuor le mura... a tutti ascosa

Ti trarro per vie secure...

Tu n' andrai di qui... Enr. Alia scure !

Scainpo e speme... o Artur, non v'ha.»a Art. No, Kegina, ancor v' e speme :

0 te salva... o spenti insieme. Enr. Cangia, o Arturo, il pio consiglio,

Pensa al tuo mortal periglio,

Pensa a Elvira, il tuo tesoro,

Che ti attende al sacro altar! Art. Non parlar di lei che adoro;

Di valor non mi spogliar. Enr. Sventurata prigioniera ,

II mio fato io seguiro : Giunse a me T estrema sera,

Per te V alba incomineio! Art. Sarai salva, o sventurata,

0 la morte incontreio : E la vergin mia adorata

Nel morire invochero.

SGENA VIII.

Elvira, Giorgio, Arturo ed Enrichetta.

Elvira ha il capo coronato di rose; ha un bellissimo monile di perle al collo: si vede per altro die le manca il compi- mento della pompa nuziale. Entra in scena avendo nelle mani il magnifico velo nwziale regalatole da Arturo.

Elv. Son vergin vezzosa - in veste di sposa:

Son bianca ed umil - qual giglio d' april Ho chiome odorose - cui cinser tue rose* Ho il seno gentil - del tuo bel monil. ENTR.,ART.,Gio.Se miro il tuo candor, Mi par la luna, allor Che tra le nubi appar La notte a consolar. Se ascolto il tuo cantar, Un angelo mi par Che intuoni al primo albor Inni al superno amor.

15

Elv. Dimmi, s' e ver die m' ami...

Enr. Dimmi, o gentil, che brami?

Elv. Qual mattutina stella

Bella vogl'io brillar: Del crin le molli anella Mi giova ad aggraziar, Enr. Elvira mia diletta,

Son presta al tuo pregar. (Elv. si accosta ad Enr. invitandola ad insegnarle ad ac- Art., Gio. Fanciulla e semplicetta conciare il velo)

Ognor desia scherzar. Scusare a te s' aspetta Suo troppo vezzeggiar. Ely. A illegiadrirmi a prova

Deh! non aver a vil, II velo in foggia nova Sul capo tuo gentil. (vuol porre il velo sul capo d' Enr., Art. no 7 vorrebbe, ma la regina gli fa cenno d'allontanarsi, e risponde scher- zando ad Elvira) Enr. II vezzo tuo m* alletta ;

Mi e caro secondar. Elv. 0 bella, ti celo

Le anella del crin, Com' io nel bel velo Mi voglio celar. Ascosa, o vezzosa, Nel velo divin , Or sembri la sposa (Art. fa un gesto rimarchevole quasi d'idea che gli corre Che vassi all' altar. per la mente)

a 3 Enr. (Ascosa in bianco vel,

Or posso, o Dio, celar L' affanno, il palpitar, L' angoscia del mio cor I Deh! tu, pietoso ciel, Eaccogli con favor La prece di dolor Ch' osai a te levar !) Art. (Oh ! come da quel vel ,

Che le nasconde il crin, Veggio un splendor divin Di speme a balenar.

16

Deh! tu pietoso ciel, M' avviva il tuo favor ! Mi fa da un reo furor La yittima salvar !) . Gio. (Elvira col suo vel

Un zeffiretto appar, Un' iride sul mar , Un silfo in grembo ai -fior. T' arrida, o cara, il ciel Col roseo s\io favor, Tal ch' io ti veggia ognor Tra i vezzi a giubilar!) (Val. dentro le scene e coro di Damigelle che compari- scono sulle soglie degli appartamenti, ripetendo le parole di Valton)

Val., Coro Elvira jjjjjj Elvira!

II di T ora avanza! Elv. Ah! il core mi sento

Per gioia balzar. M1 attendi, che in breve

Vogliamo ballar. (con vezzo semplice ad Art) Art.,Gio.,Enr.Sg il padre s' adira,

Ah! riedi a tua stanza:

Sark il tuo fedel

Che t' orni del vel.

(Elv. parte con le Damigelle e con Gio.)

SGENA IX.

Enrichetta ed Arturo.

(Arturo gitarda alV intorno , e 0tme dalla cintura il foglio avuto da Valton) Enr. Sulla virginea testa

D' una felice un bianco vel s' addice,

A me non g&... (da se stessa, in atto di depor il velo)

Art. ^ T arresta!... (correndo a lei e tratte-

E chiaro don del ciel ! cosi ravvolta nendola)

Deluderai la vigilante scolta !

Tu mia sposa parrai.

Vieni. (con risolatezza)

Enr. Che dici moi ?

Tu corri a tua rovina, a orribil sorte !

(Art. le afferra la mano in atto di forzarla a partire) ART.Yieni... ah vieni... t1 involo a certa morte.

17

SGENA X.

Riccardo disperato e con spada nuda, e detti.

Ferma. Invan rapir pretendi

Ogni ben ch' io avea in terra :

Qui ti sfido a mortal guerra, *

Trema... ah! trema del mio aeciar! Sprezzo, o audace, il tuo furore ;

La mortal disfida accetto:

Questo ferro nel tuo petto

Sino all' elsa io vo' piantar. (per battersi. Enr. si frappone, il velo si scompone e il suo Pace... pace... ah! v' arrestate, volto si scopre)

Per me sangue non versate.

Ah! che fai?

La prigioniera ! (con stupor e e appoggiandosi alia spada)

Dessa io son.

Tua voce altera

Or col ferro sosterrai.

Vien...

Con lei tu illeso andrai. (freddamente)

E fia ver?

(Qual favellar!)

Piu non vieto a voi 1' andar. »(Se il destino a te m' invola,

»0 mia Elvira, amor mio santo,

»Un sospiro a te se 'n vola

»E ti dice in suon di pianto :

»Ti consola... Io lungi e in guai

»T' amet'6 come t' amai). » Parti, o stolto, e prova intanto

»Quel dolor che a me serbavi:

»Tu vivrai deserto e in pianto

»Giorni oscuri, eterni e gravi,

»Mille strazi proverai,

»Fia tua vita un mar" di guai). »(Sogno... o avro conforto al pianto,

»Avro tregua a di si gravi?

»Sogno, o andrommi al figlio accanto

»Tra gli amplessi suoi soavi?

i>Tanto ben se, o Dio, sognai,

»Non mi far destar giammai!)

18

Coro Genti a festal Al tempio andiamo! (dentrole scene)

Art., Enr. Gente appressa... o ciel, fuggiamo! Kic. Si, fuggite... il vuole un Dio !

Art. Pria che siam oltre le mura

Parlerai ? (per partire)

Kic. No : t' assicura.

Art. Tu lo giura.

Kic. II giuro.

a 3 Addio. (Art. ed Enr. partono)

SGENA XI.

Riccardo , poi Valton , Bruno, Elvira con Damigelle in pompa di nozze , indi Soldati, Puritani, Castellani e Ca- stellane. (Riccardo con estrema ansieta guarda dalle logge, e quasi segue cogli ocelli i passi dei due fuggiaschi)

Ric. E g& al ponte - passa il forte,

E alle porte - gia n' ando. Coro Al tempio, al tempio, a festa! (uscendo)

Elv. Dov' e Artur?...

Kic. Dianzi fu qui...

Elv. Ove sei, o Artur?...

Kic. Parti !

(suono di tamburo nella fortezza, tutti guardano fuori dalle logge)

Ely., Kic. e Gior. Gi& fuor delle mura - laggiu alia pianura... Coro I. La tua prigioniera - la rea messaggera (a Val)

Col vil cavaliero. - II. Ciascun su un destriero

Spronando... volando... Tutti Mirate colk!

(quadro generale, Elvira getta un grido) Val. Soldati, accorrete - coi bronzi tuonate, Airarmi appellate - correte... volate. Pel crin trasGinate <- i due traditor'! (si vede gran movimento di Soldati e di gente. Poi dopo il grido: alFarme, che si ripete dentro le scene , si sente battere la generate. La campana del forte suona a stormo, il cannone spara a lenti intervalli. Elvira fa alcuni passi meccanicamente , poi resta immota dopo qualche doloroso grido) Tutti Air arme !

19 Val. T'affretta. (a Bruno)

Tutti (di dentro) Air arme !

Tutti Vendetta!

(Valton, gridando vendetta, snuda la spada , e alia testa d' un drappello di soldati parte) Ric. Oh come si pasce - d' affanni e d' ambasce

L' ardor di vendetta - die m' ange, m'alletta! Oh come nel seno - si mesce il veleno Di sdegno e d' amor - di speme e dolor ! Elv. La dama d' Arturo - e a bianco velata,

La guarda e sospira - sua sposa la chiama : Elvira e la dama? - non sono piu Elvira? Gio.,Coro Elvira! che dici? - Elv. Io Elvira! ah! no... no!

(Elvira e immobile cogli occhi fissi e spalancati. Si tocca la testa quasi per verificare se ha il veto. Tutto in lei indica una subitanea fullia. Grida no con voce dispe- rata, poi resta immobile e mesta come prima) TJom. La misera e pallida... %

Donne E immobile e squallida...

Uom. Le luci non gira... Donne Sorride... sospira...

Tutti Demente si fa... Oh cielo... pieta!

(Elvira, nel suo delirio, crede vedere Artitro, e dice questi versi colla piu gran mestizia e delirante passione. Poi torn a immobile come prima) Elv. Arturo, ah! gi£t ritoini? Dunque sei fido ancor? Ah ! vieni al tempio - fedele Arturo , Eterna fede - mio ben, ti giuro! Com' oggi e puro - sempre avro il core, Vivro. d' amore - morro d'amor. Donne Si crede aH'ara... - TJom. Giura ad Arturo!

Donne Ella si tenera!... -

Uom. Ei traditor!

Tutti Misera vergine - morr& d' amor !

Ric. Oh! come ho Tanima - triste e dolente

e Couo Udendo i gemiti - dell' innocente!

Oh come perfido - fu il traditore Che in tanti spasimi - lascio quel cor! Gio. Dio di clemenza - t' offro mia vita

Se air innocenza - giovi d' aita. Deh ! sii clemente - a un puro core... Deh! sii possente - sul traditor!

20 RiC. Piu la miro ho piu doglia profonda

E piu Talma s' accende in amore... Ma piu inaspra ed avanza il furore Contro chi tanto ben m' involo. Gio. La mia prece pietosa e profonda,

Che a te vien sui sospir' del dolore, Tu cleinente consola, o Signore, Per la vergin cui V empio involo. (Elv. fa an moto, quasi tomando a vedere Art. die fugge) Elv. Ti veggo... gia fuggi? - 0 ingrato, abbandoni

Chi tanto t' amo?... - . Arturo... oh Dio!... no... Coro Ahi ! dura sciagura - ahi lutto e dolor ! Si bella, si pura - del ciel ereatura, Nel dt del diletto - schernita, tradita ! Andr& maledetto - il vil traditor. Elv. Qual febbre vorace - m' uccide, mi sface,

Qual fiamma, qual' ira - m'avvampa e martira! Fantasmi perversi - fuggite dispersi!... 0 in tanto furor - sbranatemi il cor. Puritani, poi Tutti Maledizione.

Coro d' anatemi

Non casa, non spiaggia - raccolga i fuggenti! In odio del cielo - in odio ai viventi; Battuti dai venti - da orrende tempeste, Non trovin lor teste - un luogo a posar.

Erranti, pi an gen ti - in orrida guerra,

Col cielo, la terra - il mar, gli elementi : Da tutti sfuggiti - schivati, reietti, Negli arsi lor petti - sia vita il penar.

FINE DELLA PARTE PRIMA.

PARTE SECONDA *

SGENA PRIMA.

Sala con porte later all.

Vedesi per una di esse il campo inglese e qualche fortificazione.

Castellani, Castellane, Puritani e Bruno.

CORO

Tutti Piangon le ciglia - si spezza il cor.

L' inferma figlia - morrk d'amor.

I. II duol T invase. -

II. La vidi errante Tra folte piante... -

III. Or per sue case Gridando va: - pietk... pietk!

Tutti Piangon le ciglia - si spezza il cor.

L' inferma figlia - monk <T amor.

SGENA II.

Giorgio dagli appartamenti cT Elvira; poi Riccardo con foglio.

CORO

Donne Qual novella?

Gio. Or prende posa.

Tutti Sventurata!

Donne E ognor dolente?

Gio. Mesta e lieta...

Donne E senza tregua.

Gio. Splende il senno... or si dilegua

Alia misera innocente. Tutti Come mai?

-Gio. Dir lo poss' io?

Se nel duol che m' ange il seno

Ogni voce trema e muor! Coin) Deb! favella... Gio. Mi lasciate.

Coro T' en preghiam.

Gio. Ah! no, cessate.

(per partire, e i Castellani lo trattengono)

22

Bru., Coro Deh ! ti muova quell' ambascia

Che ci aggrava al tuo dolor. Gio. Siate paglii... v' appressate.

(tutti fanno cerchio intomo a Giorgio) Chita di rose e col bel crin disciolto Talor la cara vergine s' aggira , E chiede air aura, ai fior con mesto volto :

Ove and6 Elvira! Bianco-vestita, e qual se all' ara innante Adempie il rito, e va cantando: II giuro: Poi grida per amor tutta tremante:

Ah vieni, Arturo! Coro Ah! figlia misera - delira ancor!

Quanto fu barbaro - il seduttor! Gio. Geme talor qual tortora amorosa, Or cade vinta da mortal sudore, Or V odi, al suon dell' arpa lamentosa ,

Cantar d' amore. Or scorge Arturo nell' altrui sembiante ,

Poi del suo inganno accorta, e di sua sorte, Geme, piange, s' affanna... e ognor piu amante

Invoca morte. Coro Ahi! figlia misera - morr£i d'amor!

Scenda una folgore - sul traditor. (aTle altime parole entra Eiccardo con un foglio) Ric. Di sua folgore il del non sar& lento!

A scare infame Artur Talbo e dannato DaW Anglican Sovrano Porlamento. Coro E giusto fato!

Ric. Quaggiu nel mar che questa valle serra,

Ai buoni e ai tristi e memorando esempio. Coro Se la destra di Dio tremenda afferra

II crin dell' empio. (Riccardo scorre colV occldo il foglio , che ticne aperto , e segue a proclamare i decreti del Parlamento) Ric. Di Valton V innocenza a voi proclama

II Parlamento, e ai primi onor lo chiama. CoRoQual doglia, Valton, se vedran tue ciglia

Insana ancor la tua diletta figlia! Ric. »Infuria essa ad ogn' ova?... Gio. »3ol quando un suon marzial, misera, sente, >Piu ricorda il fuggir del caro amante, »E allor fassi furente.

23 Bic. E non v* ha speme

Alcuna ! Gio. Medic' arte m' assicura

Che una subita gioia, o gran sciagura

Potria sanar la mente sua smarrita. CoRoQual mai t'attende, o Artur, pena infinita! Ric. In me, Duce primier, parla Croinvello.

II vil, che ognora e in fuga,

E dal suo seno rigett6 Inghilterra,

Lunge ne stia. E se rea fortuna,

0 malizia, lo tragga a questa terra,

Non abbia grazia, ne pietade alcuna. (U Coro parte)

SGENA III.

Elvira e detti.

Elv. Ah! rendetemi la speme,

0 lasciatemi morir. (dentro la scena)

Gio. Essa qui vien... la senti?

Oh ! com' e grave il suon de' suoi lamenti.

(esce Elvira scapigliata. 11 volto, tl guardo ed ogni passo ed atto di Elvira palesano la sua pazzia) Elv. Qui la voce sua soave

Mi chiamava... e poi spari. Qui giurava esser fedele,

Poi crudele - mi fuggi! Ah! mai piu qui assorti insieme

Nella gioia de' sospir. Ah! rendetemi la speme, 0 lasciatemi morir. Gio.,Kic. Quanto amore e mai raccolto

In quel volto e in quel dolor! Elv. Chi sei tu?

(dopo una pausa a Gio., il quale per consolarla fa una fiso- nomia ridente. Elvira ripete le parole che disse Gio. allorche, nella prima parte del dramma, le die notizie delle sue nozze con Art. Gio. sorride, ma si asciuga le lagrime. Intanto Hie- cardo ddlValtro lato mostra una grande commozione) Gio. Non mi ravvisi?

Elv. Padre mio!... mi chiami al tempio?

Non e sogno... oh! Arturo... oh amor!... Ah! tu sorridi... asciughi il pianto!

A Imen mi guidi... al ballo, al canto! Ognun s' appresta a nozze, a festa, E meco in danze esulterk.

24

Ta pur meco danzerai? (si volta e vede Bic,

j Vieni a nozze. lo prende per mano)

Gio., Ric. (0 Cielo!)

Elv. Ei piange!

Egli piange... Ei forse amo! (a Gio. in disparte e sotto voce, poi torna a fissar Bic, gli afferra la mano e torna ad attcggiarsi dolor osamente) Gio.,Ric. (Chi frenar il pianto puo!)

Ely. M' odi, e dimmi: amasti mai? (a Bic.)

Ric. Gli occhi affissa in sul mio volto,

Ben mi guarda e lo vedrai... Ely. Ah! se piangi... ancor tu sai

Che un cor fido nelP amor Sempre vive di dolor! (si dbbandona al pianto, e si pone la mano sul volto; Gio. V abbraccia, essa lo lascia, e passeggia) Gio. Deh ! t' acqueta, o mia diletta.

Tregua al duol dal tempo aspetta. Ely. Mai!...

{sempre passeggiando per la scena, ne badando ai due che Eic, Gio. Clemente il ciel ti fia. parlano)

Elv. Mai!

Ric, Gio. L' ingrato alfine obblia.

Elv. Ah ! mai piu il rivedro.

Eic, Gio. (Si fa mia la sua ferita,

Mi dispera e squarcia il cor.) Elv. 0 toglietemi la vita,

0 rendetemi il mio amor! (Elv. si volge in attofurente verso Bic. e Gio. Pausa generale. Dopo un poco Elv. sorride e atteggia il volto alia maniera de' pazzi) Ric, Gio. Torno il riso in sul suo aspetto,

Qual pensiero in lei brillo? Ely. Non temer del padre mio,

Co' miei pianti il plachero. Ogni affanno andra in obblio, Tanto amor consolero. Gio. (Essa e in pene abbandonata,

Sogna il gaudio che perde !) Ric. (Qual bell' alma innamorata

Un rival rapiva a me ! Ely. Vien, diletto, e in ciel la luna;

Tutto tace intorno intorno ; Fin che spunti in cielo il giorno, Vien, ti posa sul mio cor.

25

Deh ! V affretta, o Arturo mio,

Biedi, o caro, alia tua Elvira:

Essa piange e ti sospira,

Biedi, o caro, al primo amor. Gio.,Bic. Possa un di quell* infelice

Merce aver di tanto affetto:

Possa un giorno nel diletto

Obbliar il suo dolor ! Gio. Eicovrarti ormai t'addiee,

Stende notte il cupo orror. (Elv. e ablattuta dal delirio, Gio. e Ric. la invitano a ritirarsi)

SCENA IV.

Giorgio osserva all9 intorno, poi afferra pel braccio Riccardo come ano che parlando mostra sapere un suo grave segreto.

Gio.

11 rival salvar tu dei,

11 rival salvar tu puoi.

Eic.

Io nol posso...

Gio.

Tu no'l vuoi.

Eic.

No.

Gio.

Tu il salva!

Eic.

Ei perir&I

Gio.

Tu quell' ora ben rimembri

Che fuggl la prigioniera.

Eic.

Si...

Gio.

D' Artur fu colpa intera?

Eic.

Tua favella ormai... . (quasi sdegnandosi)

Gio.

E vera. (con dignita)

Eic.

Parla aperto...

Gio.

Ho detto assai.

Eic.

Fu voler del Parlamento,

Se ha colui la pena estrema ;

Di tutt' altri V ardimento

In Artur si domera.

Io non 1' odio, io no '1 pavento,

Ma Tindegno perirk.

Gig.

Un geloso e reo tormento

Or t' invade e accieca... ah! trema!

11 rimorso e lo spavento

La tua vita straziera.

Se il rival per te fia spento

Un' altr' alma il seguirit.

26

Eic. Chi?

Gio. Due vittime farai !

E dovunque tu ne andrai

L' ombra lor ti seguirk ! Se tra il buio un fantasma vedrai

Bianco, lieve... che geme e sospira,

Sara Elvira - che mesta s' aggira,

E ti grida: io son morta per te. Quando il cielo e in tempesta piu scuro,

S' odi un' ombra affannosa, che freme,

Sar& Artur che t' incalza, ti prenie,

Ti minaccia de' morti il furor. Eic. Se d' Elvira il fantasma dolente

M' apparisca e m' incalzi e s' adiri,

Le mie preci, i singulti, i sospiri

Mi sapranno ottenere merce. Se V odiato fantasma d' Arturo

Sanguinoso sorgesse d' Averno,

Kipiombarlo agli abissi n eterno

Lo farebbe il mio immenso furor. (Gior. dopo

una pansa lo abbraccia piangendo e con affetto paterno) Gio. II duol che si m' accora

Vinca la tua bell' anima. Kic. Han vinto le tue lagrime...

Mira, ho bagnato il ciglio. Gio., Ric. Ogni virtude onora

Chi ha sensi di pietk. Gio. Mia man non e ancor gelida!

Con te combattera. Eic. Forse deir alba al sorgere

L' oste ci assalir&. (con mistero)

S* ei vi sariL.. Gio. Morrk.

Sia voce di terror, Anglia , vittoria , onor! a 2 Suoni la tromba, e intrepido

Io pugner6 da forte,

Bello e affrontar la morte

Gridando : liberty ! Amor di gloria impavido

Mieta i sanguigni allori,

Poi terga i bei sudori

E i pianti la piet^,.

FINE DETiLA PAKTR SECONDA.

27

PARTE TERZA

S GEN a' PRIM A.

Loggia in un giarduio a boschetto

vicino alia casa <T Elvira ; questa casa ha la porta e le finestre con vetri assai trasparenti.

Da lontano si vedono sempre alcune fortification^ ecc. 11 giorno .comincia ad oscurarsi. Si leva un uragano , e mentre piu imperversa sentonsi dietro le scene e da lontano alcune grida d' allarme ed un colpo d' archibugio. Poco dopo comparisce Arturo avvolto in un gran mantello. A poco a poco esce la luna. La casa internamente vedesi da varie lampade il- luminata. Art. Son salvo, alfln son salvo. I rniei nemici Falliro il colpo, e mi smarrir di traccia. Oh terra mia natale... oh primo amore, Quant' io vi sento e adoro ! Ad ogni passo Mi balza il cor nel seno, e benedico Ogni tronco, ogni fronda ed ogni sasso. Oh! com' e dolce, oh! come a un infelice, Dopo il misero errar di riva in riva, Toccar alfin la terra sua nativa; Vedere ed abbracciar colei che in core^ Gli fu scolpita per la man d' amore. (vedesi trasparire tra i vetri del palazzo Elvira vestita di bianco. JEssa, non vista da Art., trapassa sola e can- tando. La sua voce va perdendosi a mano a mano che essa internasi ne' saoi appartamenti) Elv. A una fonte afflitto e solo

S' assideva un Trovator, E a sfogar V immenso duolo Sciolse un cantico d' amor. Art. La mia canzon d'arnor!... Ah! Elvira, ah, Elvira, Ove t' aggiri tu?... Nessun risponde... A te cosi io cantava Di queste selve tra le dense fronde, E tu allor facevi eco al canto mio! Deh! se ascoltasti T amoroso canto... Odi quel d' un afflitto, odi il mio pianto. A una fonte afflitto e solo S' assideva un Trovator, Tocc6 T arpa e suon6 duolo ; Sciolse un canto, e fu dolor.

28

Corre a valle, corre a monte 1/ infelice pellegrin, Ma il dolor gli e sempre a fronte, Gli e compagno nel cammin. Brama il Sole allor ch' e sera, Brama sera allor ch' e Sol, Gli par verno primavera, Ogni riso gli par duol. (sentesi tin sordo batter e di tamburo entro le scene) Qual stioiii... gente s' appressa. Coro I. Agli spaldi. [sommessamente entro le scene)

II. Alle torri sark.

Tutti Si cercherk... non sfuggir^.

ART.Ove m' ascondo? Ah ! Porde di Cromvello Sono ancor di me in traccia. Ad altro lato ( Art. si ritira, e vedesi un drappello d'armigeri traversare il fondo delta seena: appena che sono passati, Arturo esce e Vanno i furenti. Perche mai non oso gaarda lor dietro) Porre il pie dentro le adorate soglie ? Dire a Elvira il mio duol, la fede mia? Ah! no... perder potrei Me stesso e lei. - Tentiam di nuovo il canto, A me forse verrk, se al cuor le suona, Quasi richiamo de' bei di felici, Quando uniti dicemmo: io t' amo, io t'amo! Cerca il sonno a notte scura L1 infelice pellegrin ; Sogna e il desta la sciagura Che non cangia il suo destin. Sempre eguali ha i luoghi e V ore L' infelice Trovator. Solo, ah ! solo allor che muore Trova pcsa nel dolor.

SGENA II.

Elvira ed Arturo in disparte.

(Si vede dietro le vetriate Elvira che ritoma. Poi accostasi alia porta e sentendosi questo ramore dalla parte del pa- lazzo, Arturo si ritira. Elvira esce con un andare smar- rito, poi si ferma quasi in atto di stare in ascolto) Ely. Fini... me lassa! oh! come dolce air alma Mi scendea quella voce!... Oh Dio! fini... Mi parve... Ahi! rimembranze! ahi! vani sogni! Ah! mio Arturo, ove sei?

Art. Af piedi tuoi,

Elvira, ah! mi perdona! (inginocchiandosi)

Elv. . Arturo? e desso! ( gettandosi nelle

Sei pur tu?... Or non m'inganni? sue braccia) Ingannarti?... ah! no... giammai. Io vacillo... Temo affanni. Non temer... spariro i guai, Ora a noi sorride amor. Nel mirarti un solo istante

10 sospiro e mi consolo D' ogni pianto e d' ogni duolo Che provai lontan da te. Ch' ei provb lontan da me?

(dice il primo verso da se stessa, e precisamente da persona che ha la mente confusa per meste ricordanze) Quanto tempo?... Io rammenti? Fur tre mesi...

Ah! no: tre secoli Di sospiri e di tormenti : Fur tre secoli d'orror! Ti chiamava ad ogni istante: Riedi, o Arturo, mi eonsola, E rompeva ogni parola Coi singulti del dolor! Deh! perdona... Ella era misera, Prigioniera... abbandonata, In periglio...

E T hai tu amata ? (con rapidita Io?... colei? appassionato,)

Non e tua sposa ? Chi dir V osa ?

Io il chiedo, Arturo 1 Mi credevi si spergiuro ! Da quel di ch' io ti mirai Avvampai d' un solo ardore, Per te fido in fin che muore

11 mio core avvamper^. La mia vita io ti sacrai

Nella gioia e nel dolore, E la morte per amore Cara e santa a me sar&. Elv. (Oh parole d' amor ! lieta son io !

Ei non Pamava adunque?... Oh Arturo mio!)

so

Da quel d\ che a te giurai

Solo appresi avere il core,

E a te fido infin che muore

Questo cor palpiterk. La mia vita io ti sacrai

Nella gioia e nel dolore,

E la morte per amore

Cara e santa a me sark. (si Amino scambievolmente la destra e si volgono al cieloj a 2 Questo giuro si puro e di fede

Che a te alziam, o motor d'ogni affetto,

Tu fiorisci d' etnrno diletto,

Tu consola sventura ed amor. Art. Tua crudel dubbiezza amara

Deponesti , e paga or sei ? Ely. Di' : se a te non era cara,

A che mai seguir colei ? Art. Or t'infingi, o ignori ch' ella

Presso a morte... Ely. Chi? favella.

Art. La Regina !

Ely. La Regina?

Art. Un indugio... e la meschina

Su d' un palco a morte onibile... Ely. E fia ver? Qual lume rapido

Or balena al mio pensier! Dunque m' ami ? Art. E puoi temer?

Ely. Dunque vuoi ?

Art. Star teco ognor.

Vieni fra le mie braccia ,

Amor , delizia e vita ,

Non mi sarai rapita

Or che ti stringo al cor. Ansante, ognor tremante

Ti chiamo... e ognor ti bramo..,

Vien ; mi ripeti : io t' amo,

T amo d'immenso amor. Elv, Caro, non ho parola

Oh1 esprima il mio contento :

L' alma elevar mi sento

In estasi d' amor. Ansante... ognor tremante Ti c hiamo, e sol te bramo...

31

E mille volte : io t* amo , A te ripete il cor. (Elv. si pone sid core la mano d'Art. Odesi saon di iamburo) ART.Ancor di nuovo questo suon molesto.

I miei nemici ! (a quel suono Elv. comincia a vacillare) Ely. Si, quel suon funesto ;

Io conosco quel suon... ma tu non sai

Che piu no '1 temo omai ! - nella mia stanza

Squarciato ho il vel di che s' orno sua testa...

Calpestai le sue pompe... ed air aurora...

Con me tu ancora

Verrai a feste e a danze ? Art. Oh Dio! che dici?

(Art. si ritira un passo, e la guarda fissamente con istu- pore e spavento) Elv. Cos! come tu guardi,

Mi guardan essi, e intender mai non sanno

II parlar, il mio riso... il duol, Taffanno!

(Elvira si tocca la testa e il core) Art. Oh ti scuoti... tu vaneggi?

(sentesi da parti opposte dentro il boschetto voci di Armi- geri che incontrandosi si cambiano il moto di fazione)

I. Alto Ik!

II. Fidata schiera.

I. E chi viva?

II. Mia bandiera!

I. Viva!

II. Viva !

Tutti Vinceiit!

Art. Vien: ci e forza omai partirl

Elv. Ah tu vuoi fuggirmi ancor ?

No ; colei piu. non V avr&. (Arturo prende per mano Elv., che lo guarda delirando. Essa gettasi ai piedi di Arturo e gli abbraccia le gi- nocchia. Egli vorrebbesi pure sciogliersi da lei1 ma quest a infelice si volge a gridare soccorso)

Art. Vien.

Ely. T4 arresti il mio dolor.

Art. Taci...

Elv. 0 genti... ei vuol fuggir!

Art. Taci...

Elv. Aiuto per pietk!

Art. Ah !

32

SCENA III.

Riccardo, Giorgio, Bruno, Armigeri con fiaccole, Castellani e Castellane.

6io.ll qui Arturo? Kic. Arturo ?

Tutti Arturo!...

(Art. che si avvede della demenza di Elv., resta impietrito di dolore guardandola immoto, ne curandosi di tutto cib che ac- cade d'intomo a lui. Elv. e invece istapidita per quello che vede. Bice, a cui fanno eco i Puritani, si avanza ad intimare la sentenza del Parlamento. Alia parola Morte vedesi che Elv. cangia di aspetto, ed ogni suo moto ed atto palesa che questo avvenimento tremendo produsse una commozione nel suo cer- vello ed un totale cambiamento intellettuale) Eic. Cavalier, ti colse il Nurae

Punitor de' tradimenti. Arm. Pera ucciso fra i tormenti

Chi tradiva il proprio onor. Gio., Donne Oh infelice, un destin rio

A tal spiaggia or ti guid&! Ric.,Arm. TaTbo Artur, la patria e Bio

Te alia morte condannb. Elv. Morte !

Uomini Morte!

Donne Ahi! qual terror!

Uomini Dio raggiunge i traditor' !

Elv. Che ascoltai?

Donne (Si tramut&,

(le donne guardando Elv. e circondandola, osservano tutti i mutamenti che si mostrano sulla sua fisonomia) . Si fe' smorta ed avvamp6! Gio., Ric. Se avr& senno... avrh piu lagrime

Nel mirar chi per lei muor. (vedesi che Elv. in sua mente ragiona, ma essa e come persona che svegliasi da un lungo sonno. Art., dopo averla contem- plata, e sentendo le espressioni amorose, le dice le sue pa- role con affetto immenso, e prendendole la mano) Elv. a 4 Qual mai funerea

Voce funesta Mi scuote e desta Dal mio martir!

Io fui si barbara, Lo trassi a morte ; Mf avr& consorte Nel suo morir!

Credeasi, misera! Da me tradita, Traeva la vita In tal martir !

Or sfido i fulminif' Disprezzo il fato, Se a lei da lato Potr6 morir!

Quel suon funereo Ch' apre una tomba , Cupo rimbomba , M' infonde orror.

La sorte orribile Spense giSt V ira , Mi affanna e inspira Pietk e dolor.

Quel suon funereo Feral rimbomba, Nel sen mi piomba, M' agghiaccia il cor !

Sol posso, ahi misero! Tremare e fremere, Non ha piu lagrime 11 mio dolor.

CORO DI PURITANI

Quel suon funereo Ch' apre una tomba, Cupo rimbomba, Infonde orror.

E Dio terribile, In sua vendetta , Gli empi ei saetta Sterminator. Couo di Donne

Quel suon funereo Feral rimbomba , Al cor ci piomba , Gelar ci fa!

33

34

Pur fra le lagrime Speme ci affida , Che Dio ci arrida Di sua pieta! (i Paritani, mostrandosi impazienti d'indugiare Vesecuzione della sentenza, sono trattenuti dalle Donne e da Crior. Arturo e sempre intorno ad Elvira)

Bruno e Uomini

Dio comanda ai flgli suoi Che giustizia alfin si renda.

Kic, Gio. e Donne

Sol ferocia or parla in voi ! La piet^ Iddio v' apprenda ! Art. Deh! ritorna a' sensi tuoi !

Ely. Qual mi cade orribil benda!

Art. Oh mia Elvira!...

Ely. E vivi ancor!

Art. Teco io sono!...

Ely. Ah! il tuo perdono!

Per me a morte, o Arturo mio... Art. Di tua sorte il reo son io.

Art., Ely. Un amplesso.

Bruno, Uomini Avvampo e fremo!

GiofRic, Donne Io gelo e tremo!

Art., Ely. Un addio !

Bruno, Uomini Ah ! fla i.Mtrpmo

Gio., Ric, Donne Oh Dio ! l estremo-

Uomini Cada alfin Tultrice spada

Sovra il capo al traditor! Art. Arrestate... vi scostate !

Paventate il mio furor. Ella e tremante , Ella e spirante ; Anime perfide , Sorde a pietk. Un solo istante L' ire affrenate , Poi vi saziate Di crudelta.

35 Puritani I. Ah vendetta sui ribaldi! II. Si, vendetta !

(all'improvviso tutti sifermano, perche odesi un suono di corno da caccia; vari Armigeri Paritani escono ad esplorare , e tornano guidando tin Messaggero. Questi reca una lettera a Gio. che, in compagnia di Bic, la scorre; entrambi si volgono ai circostanti con faccia ridente) Tutti t Suon d' Araldi?

E un messaggio... Donne Un divin raggio!

Esploriam.

Che mai sark? Esultate, ah! si, esultate: G& i Stuardi or vinti sono, La dolce aura del perdono Ogni cor respirerk.

Eiccardo e Puritani A Cromvello onore e gloria!

La vittoria - il guideia. Dair angoscia al gaudio estremo

Par quest' alma al ciel rapita.

Ben so dir die sia la vita

che ,u l'amor mi fa.

j liete, alme amorose,

Qual d' amor foste dolenti;

Lunghi di per voi ridenti

Quest' istante segnerk. Ah ! sento, mio bell' angelo,

Che poca e intiera l'anima

Per esultar nel giubilo

Che amor ci donerk. Benediro le lagrime,

L' ansia, i sospir', i gemiti,

Vaneggero nel palpito

D' un' ebbra voluttk. Amor, pietoso e tenero,

Coronerk di giubilo

L' ansia, i sospiri, i palpiti

Di tanta fedeltL

FINE.